Edizione: cartacea (brossura)
Categoria: Narrativa
Collana: Le Spigole
Numero di pagine: 160
Paese: Ungheria
Lingua originale: ungherese
Traduttore: Mariarosaria Sciglitano
Anno di pubblicazione: 2022
ISBN: 9788898844210
Prezzo di copertina: € 16,00
Temi: narrativa contemporanea, letteratura ungherese, società e identità europee, borghesia, disuguaglianze sociali, post- modernismo, metamorfosi, ironia, oriente e occidente, racconti
Quest’opera è stata pubblicata con il supporto del programma Europa creativa dell’Unione Europea

RÉKA MÁN-VÁRHEGYI

Infelicità nel quartiere Auróra

In quattordici brevi racconti, composti come i singoli edifici di un quartiere che nella sua complessità racchiude corrispondenze e richiami tra i vari personaggi – intellettuali, studenti, artisti, studiosi e altri appartenenti alla classe media – si assiste al quotidiano fallimento della ricerca della felicità e del proprio posto nel mondo. Un mondo che si presenta come costretto a far vedere solo certi suoi lati e che va felicemente in pezzi forse proprio per questo. Molti di questi personaggi sono frustrati, intenti a cambiare la propria vita e a raggiungere la felicità e il successo, ma il più delle volte non ci riescono. Le loro strategie e le difficoltà che affrontano sono descritte con un’ironia che non risparmia nessuno ma sembra capire la battaglia di ognuno.

Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, istanti in cui l’identità dell’altro si cancella ai nostri occhi e di riflesso dubitiamo della nostra. Alcuni dei personaggi vivono in bilico tra Oriente e Occidente, tra la sensazione di avere un’identità e non averla. In questi istanti di smarrimento prendono l’avvio vicende nel corso delle quali il lettore si troverà a varcare più volte la frontiera fra il reale e il surreale. Le storie che concludono ogni ciclo raccontano infatti di metamorfosi kafkiane in cui il narratore si risveglia in un altro corpo: una donna diventa Lionel Messi, un bambino di tre anni si crede una donna, qualcuno si trasforma nella propria nonna.

Nei racconti di Mán-Várhegyi, non ci sono grandi conflitti o traumi, solo la semplice infelicità e la muta disperazione della vita quotidiana, narrate in tono provocatorio, ironico, naturale, con ritmo pacato e non trionfale, come il rumore delle molte cose che su anime troppo fini cadono come brina e ruggine.

L’AUTRICE

Réka Mán-Várhegyi, 1979, scrittrice e sceneggiatrice, una delle voci più interessanti della nuova narrativa ungherese, trascorsa l’infanzia a Târgu Mureș, in Romania, attualmente vive a Budapest, in Ungheria. La sua prima raccolta di racconti, Infelicità nel quartiere Auróra (Boldogtalanság az Auróra-telepen) è stata accolta come un debutto straordinariamente maturo. Il suo romanzo, La montagna magnetica (Mágneshegy), è stato tradotto in nove lingue ed ha ricevuto il Premio letterario JAKkendő, la borsa di studio Horváth Péter, il Premio letterario Déry Tibor e il European Union Prize for Literature 2019.